DICEMBRE 23RD, 2010
By QUALSIASI
Anche quest’ultimo auto-regalo mi è arrivato, in una busta contrassegnata “AIR MAIL” ed infatti ci ha messo più di un mese ad arrivare – chiaramente spedizione via mare… ma siccome era gratuita non mi lamento.
L’antenna è una patch senza “case plastico” – è nuda e cruda come vedete in foto. Dichiarano 14 dBi e 30° di lobo frontale – non appena posso farò delle prove e le troverò un alloggiamento, magari un contenitore per sibo di dimensioni adatte. In dotazione anche un piccolo cavalletto (in foto) e 1metro di RG316 credo, quindi dovrebbe perdere 1.4 dB.

La qualità lascia a desiderare, ma per pochi dollari...
Con l’anno che viene la proverò – pensavo di provare a puntarla verso qualche ponte Wi-Fi radioamatoriale ma prima voglio consultare leggi e regolamenti.
NOVEMBRE 23RD, 2010
By QUALSIASI
È una periferica WiFi 802.11bg (e forse n) ad elevata sensibilità (dicono fino a -96 dBm) e un tx-power inutilmente alto (non si può usare in italia al massimo, e la si limita a +17dBm). Questa schedina è “davvero” molto sensibile tant’è che dove un portatile rileva 2-3 reti, l’Alfa ne rileva quasi 20. Il costo è sui 35 euro, e per il resto… devo ancora provarla – pensavo su IR3UDA (WiFi) ma prima devo informarmi sulle modalità di connessione.

Ecco l'Alfa AWUS036H
Che altro dire? Ho ricevuto una Yagi cinese per 6 euro spedizione inclusa… e aspetto una patch per 10, sempre spedizione inclusa.
OTTOBRE 21ST, 2010
By QUALSIASI
Ultimamente ho focalizzato la mia attenzione sulle antenne realizzate con una PCB opportunamente incisa. La nomenclatura ufficiale sarebbe “antenna stripline” – di cui la Patch è solo una particolarità. Queste antenne hanno il pregio di poter essere costruite molto precisamente, gli elementi infatti vengono realizzati con la stessa tecnica con cui si creano le PCB per prototipi – quindi supponendo di poter realizzare piste da 5 mils, si può affermare di poter realizzare gli elementi con una precisione di 120-130 µm decisamente superiore alla precisione che si avrebbe manualmente.
Per i 2.4 Ghz, con una l/4 di 31.25mm tale precisione concederebbe di sbagliare “al più” del 4‰, stimando quindi di spostare la frequenza del canale centrale 6 (2437Mhz) a 2446 Mhz ovvero di nemmeno due canali.
Nella ricerca di informazioni mi ero posto il problema della possibilità di “stampare” su PCB un’antenna Yagi-Uda – cosa che a quanto pare viene fatta da molti produttori commerciali – giungendo ad un paio di risposte grossolane e per nulla dimostrate:
- Secondo alcuni basta incidere sulla Pcb il “disegno” che la yagi avrebbe se tagliata lungo l’asse su cui si estendono i suoi elementi, che la larghezza delle “track” sia uguale al diametro che avrebbe la yagi se realizzata di tondi pieni di rame – e ottimizzare la sua disposizione per avere i 50 ? – la diminuzione della sezione degli elementi avrebbe solo l’effetto di diminuire la banda totale, mentre la basetta avrebbe pochi effetti, trascurabili
- Secondo altri il “substrato” FR4 di vetronite farebbe scalare tutte le dimensioni di un fattore calcolabile – e decisamente grosso, alcuni parlano di un fattore pari a 0.5 (equivale a dimezzare l’antenna)
- Altri ancora simulano il comportamento con software decisamente fuori portata, sia commerciarlmente che come potenza di calcolo, e giungono a soluzioni “esotiche”
Io al momento non so come procedere, anche se la prima strada è così facile e percorribile che mi dispiacerebbe lasciarla inesplorata, magari perderò il 10% di efficienza – ma in 10 minuti potrei avere una 19 elementi pronta a lavorare…
SETTEMBRE 26TH, 2010
By QUALSIASI
L’ennesimo ritorno di fiamma, per tenere vivo un blog morto da mesi – per riprovarci faccio un piccolo articolo su “Codec2″: un progetto che ho scoperto di recente (grazie al passaggio su HackADay) che mira a creare un codec a basso bitrate per la trasmissione in digitale della voce. Se il progetto decollasse potrebbe sostituire l’ormai diffusissimo AMBE che è il codec proprietario e strapagato su cui si basa il D-Star.
Il D-Star è un protocollo digitale le cui specifiche (per quanto ne so io) sono completamente rilasciate al pubblico, però il costruttore ha deciso che le comunicazioni vocali devono essere trasmesse utilizzando un codec proprietario (la cui implementazione software è volutamente irreperibile, visto il valore della proprietà intellettuale sull’algoritmo) che i radioamatori possono codificare/decodificare comprando un DSP, l‘AMBE2020. Il chip di per se costa una ventina di dollari, il dongle USB pronto per l’uso.. costa 200. E rimane la scomodità di avere una “chiavetta” USB per codificare/decodificare il D-Star su PC.
Ecco dove vorrebbe posizionarsi il progetto Codec2. Il protocollo D-Star, lessi tempo fa, prevede l’utilizzo di un codec arbitrario purchè si mantenga al di sotto di un determinato bitrate, quindi si potrebbe usare il Codec2 anche se queste comunicazioni risulterebbero irricevibili da coloro che hanno un apparato D-Star (quindi con la codifica AMBE) – ma costoro potrebbero comunque collegare il loro apparato ad un PC e avere accesso alle comunicazioni vocali tramite Codec2.
Ecco la pagina del progetto: Codec2 project page
MARZO 28TH, 2010
By QUALSIASI
Mi sono comprato un clone dell’Arduino Mega, basato sull’Atmega 1280. Ha 54 pin I/O, di cui 14 utilizzabili come uscite PWM (8 bit) e 16 come ingressi ADC (10 bit di risoluzione) – 4 porte seriali di cui una collegata con un chip FTDI all’USB che si usa anche per alimentarlo e programmarlo. Per il momento ho provato solo alcuni piccoli frammenti di codice per far pulsare un led (PWM) o per usare lo stesso led come rilevatore di luminosità… più avanti prevedo di usarlo più costruttivamente anche se l’ho preso comunque solo per smanettarci, senza avere un progetto bene in mente.
L’ambiente di sviluppo è completamente in C, ed è fornito dal team del progetto Arduino, per tutti i sistemi operativi – è molto ben fatto, ricco di esempi e librerie, molto veloce ed intuitivo. Ottimo.

Il clone dell'Arduino Mega
Assieme questa board ho comperato un ATtiny85 – MCU piccolissima (DIP-8) ma con molte features (Seriali, PWM, ADC) che potrò usare nel caso mi servisse trasformare un progetto usante la board in un’applicazione fissa. Il costo di questa MCU è di poco più di un dollaro, e le potenzialità sono molte.
Nel frattempo ho anche ricevuto il kit per la SDR , ho rotto una stazione saldante e ne ho presa un’altra. Spero dalla prossima settimana di potermi rimettere al lavoro sul kit per completarlo. Spero di riuscire ad aggiornare il blog più spesso nei prossimi tempi!
GENNAIO 31ST, 2010
By QUALSIASI
Avevo qualche soldino da parte da investire nell’hobby radiantistico, e così ho deciso di acquistare un kit per una Software Defined Radio, più precisamente il “SoftRock v9.0 Lite+USB Xtall Receiver with Si570 and Electronically Switched BPF Kit” al prezzo di 56$ + spedizione.
L’SDR in questione dovrebbe ricevere in tutte le HF, e la scheda filtri può essere costruita per operare 160-10 m oppure 80-6 m – devo ancora decidere quale costruirò – verosimilmente sceglierò 160-10 m.

Foto di IK5PWL dal Forum Arifidenza.
Dicono abbia una buona sensibilità, e spero che la scheda audio integrata della mia scheda madre sia abbastanza “decente” per una SDR, altrimenti comprerò una scheda esterna USB o FireWire (meglio USB, per eventuali usi col portatile…)
Per ora attendo il pacco contenente il Kit, poi suderò freddo per saldare le SMD, poi suderò caldo per fare tutti gli avvolgimenti in foto.. e alla fine vi farò sapere.
LUGLIO 8TH, 2009
By QUALSIASI
… non sono proprio eccezionali se dovete lavorare i modi digitali. Ecco uno il “waterfall” della mia scheda integrata senza alcun ingresso.

Ingresso flottante, da 0 a 3.9 kHz
Fino a 750 Hz notevoli i disturbi, o meglio, le interferenze rilevate. Dopo questa frequenza già meglio, però qualcosa anche a 1kHz si vede. Notevole la riga a 3.1 kHz circa. Molto notevole. L’immagine l’ho stampata da “fldigi” mettendo la sensibilità al massimo. Ovviamente queste righe non sono così forti in confronto ai segnali “veri” che dovremo analizzare. Però non danno tutta questa sicurezza. Ora vediamo con un cavo jack-jack 2.5mm lungo circa 1 metro, lasciato flottante (non è schermato, è un cavo economicissimo) cosa riusciamo a rilevare, che sostanzialmente è anche cosa non vorremmo rilevare.

Ingresso con cavo jack jack economico flottante, da 0 a 2.9 kHz
E in questo caso, chi più ne ha, più ne metta, farei prima ad elencare gli intervalli “liberi” che quelli “occupati”. Insomma il cavetto raccoglie un sacco di immondizia radiata da chissà cosa (computer, monitor, periferiche, etc…). Fatto questo piccolo test, credo che mi metterò alla ricerca di una buona scheda audio USB, da tenere il più vicino possibile all’RTX, e di buon cavettame schermato.
APRILE 26TH, 2009
By ADMIN
Immaginate di essere alla fiera dell’elettronica e di vedere un fantastico tasto telegrafico cecoslovacco in una bancherella di surplus militare, cosa fate? Io lo compro.

Telegrafia, io ti amo poi ti odio poi ti stimo.
E una volta a casa? Si prende una vecchia tastiera, si cannibalizza il controller (USB) si collega il tasto morse ai capi dov’era collegato l’invio (o qualsiasi altro tasto esclusa la ‘q’), si infila il controller nella nostra linux box, si scarica morse-x e si inizia a tasteggiare. Io ho cablato l’invio così posso usarlo anche per l’im, ovviamente solo per inviare il messaggio. Chicca finale, una delle prime volte che provavo a digitare il mio nominativo (seguito da un punto) in morse.
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Yeah!
APRILE 25TH, 2009
By QUALSIASI

Marconi
Bologna, 25 aprile 1874: Nasce Guglielo Marconi. Il resto è storia che tutti conoscete, se avete in casa una radio, una TV, un cellulare, qualsiasi cosa funzionante senza fili.
L’8 Dicembre 1895, un colpo di fucile sparato dal maggiordomo conferma la nascita della radio, era infatti il segnale che il “suono” inviato da Marconi era giunto al ricevitore, presidiato appunto dal maggiordomo.
Curiosità: con Marconi inizia la cosiddetta “fuga dei cervelli”, infatti il ministero di poste e telegrafi di allora, nemmeno rispose alla richiesta di sovvenzioni per la ricerca e lo sviluppo della radio. Per approfondire:
Vale la pena leggerlo, anche il paragrafo su Nikola Tesla e la contesa dei diritti di copyright, diciamo che si parla di due grandi e non si può ridurre il loro lavoro alla contesa sul brevetto. Anche se Tesla ha il fascino dello scienziato pazzo dei film e dei fumetti.
Spero abbiate gradito. E spero anche di riuscire a programmare la pubblicazione di questo articolo per il 25 aprile.
APRILE 3RD, 2009
By QUALSIASI
Un tempo non esisteva, o forse non c’era una versione uguale a quella originale, oggi esiste FidoCadJ, scritto in Java, linguaggio che non amo particolarmente, ma che permette un’ottima portabilità multipiattaforma.

Screenshot di FidoCadJ su KDE 3.5
L’idea di fidocad, di un formato libero, diciamo anche “umano” siccome è su per giù intelligibile, mi è sempre piaciuta, per schemi non troppo complessi la dimensione del file è ottima per essere allegata su un forum, o in un newsgroup, magari per schemi grandi prevedere un zip + base64 non sarebbe male, ma non credo ce ne sia bisogno.