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Nortek HDBOX R1 HDMI – 1Tb

L’altro ieri ho comprato questo box, con incluso un hard-disk da 1Tb, al prezzo di 139 euro. Vediamo le caratteristiche che mi hanno spinto a comprarlo

  • 1Tb di spazio è tanto. Tanto.
  • HDMI, così posso collegarlo con un cavo solo (e non 5, 3YUV+2Audio) alla TV
  • Linux. È un embedded device, processore MIPS, 64Mb di RAM, e un’organizzazione interna da far venire il mal di testa, ma possiede delle partizioni scrivibili nelle quali depositare eventuali programmi compilati per quell’architettura
  • Ethernet. Ha la porta di rete, e oltre a poter riprodurre video da una condivisione windows (nel mio caso samba), ha anche funzionalità NAS (sebbene sia rumoroso quando è acceso), in più ci si può far girare molte cose (proxy, ssh, wget, …)
  • 2 porte USB, con supporto per qualche modello di chiavetta wifi-usb, e soprattutto per attaccarci eventualmente la stampante (se riuscirò a cross-compilare cups), o molte altre cose (l’UPS?)
  • 1 porta USB, la terza, per connettere il disco direttamente a un PC e scriverci dentro a velocità folli (ok, no, non così folli…)
  • Uscita YUV/AV, ingresso solo AV – potrebbero servire. L’ingresso per registrare, e per la funzione time-shift che non ho ancora provato…
  • Led blu. Tutti amano i led blu.

Per contro è rumoroso e non è adatto a stare sempre acceso come NAS nella stessa camera in cui io dormo, molta gente online dice che senza ventolina (che è la principale fonte di rumore) funziona comunqe alla grande senza surriscaldarsi. Vedrò.

Di default ha un’accesso telnet, senza password, che mi lascia un po’ basito se penso che dovrei usarlo come NAS, ma ovviamente si può rimediare spegnendo il telnet e usando SSH con keyfile (non ho ancora provato, quindi per ora sono ipotesi). Mi farebbe molto piacere se avesse qualcosa tipo il wake-on-lan e non so il perchè, mi è venuto in mente ora.

Nortek HDBOX R1 HDMI

Nortek HDBOX R1 HDMI

Non legge moltissimi formati, ma comunque legge tutti quelli che mi interessano, cito dal sito:

Formati video supportati: AVI, MPG, VOB, DAT, MPEG-2 TS, IFO
CODECs video supportati: MPEG-1, MPEG-2, MPEG-4 (DivX 5.x, DivX 4.x, DivX 3.x, XviD)
Decodifica video ad alta definizione: 720p, 1080i

Più che onesto, certo gli MKV sarebbero stati utili, ma conoscendoli… anche no. Per ora così. Magari in futuro avrò più informazioni da condividere.

Google Wave in prova

Pochi giorni fa mentre controllavo l’email, ne trovo una che aspettavo da un po’ di tempo: “Your invitation to preview Google Wave”. Beh, che dire, mi sono iscritto subito, ho mandato una raffica (no, scherzo, una decina) di inviti e ho iniziato subito a smanettarci un po.

Ovviamente per godersi al meglio l’esperienza, servono i Google Gears installati, che io avevo già perchè li usa anche Wordpress per facilitare talune cose, o perlomeno li avevo sul portatile. Su questo nuovo PC non li avevo ancora, e una sfavorevole combinazione del fatto che ArchLinux usi una sua versione di firefox (chiamata shiretoko) e dell’architettura a 64 bit, mi ha fatto fallire l’installazione dal sito di google. Per chi avesse con Arch questi problemi la soluzione è:

yaourt -S google-gears-svn

Detto questo, le prime impressioni su Wave sono positive, però alcune cose vanno ancora smussate:

  1. Io avrei inserito una suddivisione preconfigurata fra Wave pubblici (da integrare nei blog, etc..) e Wave privati (da usare come una Mail+IM+…) così da semplificare la gestione e evitare di pubblicare per sbaglio cose che si vorrebbero mantenere private.
  2. Il fatto che si possano modificare i messaggi altrui, non mi garba. E’ difficile risalire al messaggio originale, sapere chi ha modificato cosa è quasi impossibile, forse usando il playback, comunque non è immediato, e per quanto mi riguarda non è nemmeno garbato. I messaggi dovrebbero essere modificabili solo da chi li ha scritti.
  3. Chiunque nella Wave può invitare altre persone, anche questo potrebbe essere migliorabile, potrebbe ritornare nel discorso delle Wave pubbliche o private, potrebbe esserci una piccola moderazione da parte di chi l’ha iniziata… so che non è nello spirito collaborativo dello strumento, ma parlo vedendolo come un’alternativa all’email+IM in questo momento.
  4. L’inserimento di immagini e PDF funziona bene.. sarebbe bello anche audio/video magari con la possibilità di registrare direttamente dalla webcam, al giorno d’oggi non è gran cosa.
  5. I bot dovrebbero essere differenziati in qualche modo.. potrebbero ad esempio avere l’username e l’icona sulla destra… e comunque dovrebbero poter essere disabilitabili in una wave, o poter essere nascosti.

Per ora queste sono le prime cose che mi sono venute in mente. Ah, se qualcuno vuole provarlo io ho ancora qualche invito disponibile…

Gli inviti vengono comunque "ricaricati" di tanto in tanto..

Gli inviti vengono comunque "ricaricati" di tanto in tanto..

… scrivete pure l’email in un commento, tanto ho la moderazione quindi non verrà pubblicata e non riceverete spam.

Buon Waving!

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Facebook Mail?

No, molto probabilmente è solo un indizio che non porta a nulla, ma l’URL della posta in arrivo (interna) su Facebook è:

http://www.facebook.com/inbox/?folder=[fb]messages

Quella tag [fb] potrebbe essere precorritrice di una possibile integrazione di qualche altro tipo di mail nel social network. Magari mail @facebook.com, oppure client POP/IMAP per usare Gmail/altre caselle nel sito. Oppure, molto più probabilmente, non significa nulla.

Nuove antenne e nuovi orizzonti

Tran Max UVS-300

Tran Max UVS-300

Eccola qui, l’antenna che ho appena acquistato. Non l’ho ancora montata perchè sono in fase di studio del suo sostegno. Comunque le caratteristiche tecniche sono, sinteticamente: 5,2 m di altezza, 8.3 dB di guadagno sui 2 metri, e 11.7 dB sui 70 centimetri. Potenza massima 200 W.

Adesso vedrò di alzarla il più presto possibile, la discesa vorrei farla con un Aircell 7, o un RG-213. E poi si vedrà.

Oltre all’antennaggio, sono passato al lato oscuro dell’informatica. OSX. Che è ottimo, pochissime lacune, invece molte cose funzionali, come il multitouch che all’inizio sembra un effetto inutile per sbalordire, e invece è utile soprattutto se accoppiato a MultiClutch al quale ho assegnato solo “Swipe Down” (ovvero 3 tocchi che scorrono verso il basso) a   ⌘+H, ovvero “Hide/Nascondi”.

Per il momento sono a corto di programmi HAM per OSX, alcuni li sto provando, ma appena avrò un setup decente, scriverò le mie scelte.

Adesso che è finita la lunga pausa estiva, riprenderò a scrivere qualcosa di tanto in tanto su questo blog, come facevo prima dell’estate. L’idea è sempre quella di arrivare ad una certa regolarità… ma la vedo dura.

Concludo con l’informazione che sto provando Arch Linux, con KDE4 sul mio Desktop, e dopo un inizio non esaltante le cose stanno andando meglio. Il vecchio portatile verrà presto convertito in un serverino casalingo (Samba shares, condivisione stampante, backup).

Alla prossima!

Nokia Energy Profiler

Siccome sono tecnicamente in ferie, e non scrivo molto soprattutto perchè non ho niente di nuovo e “cool” da scrivere, prenzo la palla al balzo per segnalarvi questo programma per telefoni Nokia:

Nokia Energy Profiler

Si impara ad usare in poco tempo, e così potrete vedere consumi, forza del segnale GSM e Wi-Fi, e altre cose che magari possono interessarvi…

Hack-Game Italiano: Where is Bug

Vi consiglio, anzi ri-consiglio perchè l’avevo consigliato anche nel vecchio blog, un hack game, insomma un gioco d’astuzia e abilità informatica (del tutto legale) che è uno dei più belli nei quali io mi sia cimentato (il più bello in lingua italiana che io conosca).

Per giocare basta andare a questo indirizzo: http://wib.geekplace.org/

Nella classifica dei finalisti sono secondo solo al creatore del gioco, il che vuol solo dire che sono stato il primo a risolverlo, niente più. Se vi interessa la sfida, buona fortuna.

Wordpress theme ugly hack

Siccome questo sito non è l’unico in cui ho le mani in pasta, mi hanno chiesto di realizzare una piccola specie di “easter egg” per un’altro sito basato su Wordpress. Sostanzialmente cliccando un link nascosto nella pagina, si cambia il theme (solo per l’utente che ha cliccato) e anche la lingua (di modo da poter fare una traduzione più simpatica). Non avendo io le conoscenze e il tempo necessario per fare un plugin e/o un beautiful hack, mi sono messo al lavoro per una delle mie solite modifiche sporche e inconsistenti. Però funzionanti.

Come prima cosa, ho creato un file dal nome custom.php dove ho messo queste righe:

<?php

$expire=time()+60*60*24;

if (isset($_GET['go_pirate'])) {
setcookie(”lang”, “pi_PI”, $expire);
setcookie(”theme”, “pirate”, $expire);
}

if (isset($_GET['go_italian'])) {
setcookie(”lang”, “it_IT”, $expire);
setcookie(”theme”, “italian”, $expire);
}

header(”location: http://…”);

?>

Questo file verrà richiamato dal browser come custom.php?go_pirate o custom.php?go_italian e imposterà dei cookies con scadenza fissata in 24 ore. Al termine dell’esecuzione con un apposito header istruisce il browser per andare automaticamente ad un altro indirizzo ( http://… va sostituito con l’indirizzo dell’homepage [o qualsiasi altra pagina] del sito in questione).

Ora che abbiamo il file che imposta i cookies (un’altra possibilità sarebbe salvare nella sessione, $_SESSION ) non ci serve altro che un link nascosto nei due theme, che come ormai avrete capito sono uno in italiano e l’altro in piratese (ecco spiegato anche il cambio di lingua), nel tema italiano il link dev’essere a `custom.php?go_pirate` mentre in quello pirata a `custom.php?go_italian`. Il file custom.php dev’essere raggiungibile, quindi attenzione a come lo richiamate se state usando l’url rewriting.

Ora due modifichine ai seguenti file, prima wp-config.php, nella cartella principale di wordpress, circa alla linea 70, dovete sostituire la linea contenente `define (’WPLANG’, ‘it_IT’);` con:

$wp_tmp_lang = $_COOKIE["lang"];

if ($wp_tmp_lang == ‘it_IT’ || $wp_tmp_lang == ‘pi_PI’) {define (’WPLANG’, $wp_tmp_lang);}
else { define (’WPLANG’, ‘it_IT’);} /* <<– Default language –>> */

Poi nella sottodirectory wp-includes il file functions.php, dovete modificare la funzione `get_option` nel mio file alla linea 321, e all’inizio della funzione dovete inserire queste righe:

if ( in_array($setting, array(’current_theme’,'template’,’stylesheet’) ) ) {
$wp_tmp_theme = $_COOKIE["theme"];

if ($wp_tmp_theme == ‘italian’ || $wp_tmp_theme == ‘pirate’) {return $wp_tmp_theme;}
}

io l’ho inserita subito dopo la dichiarazione della variabile `global $wpdb;`

Ecco fatto, ora dovete solo avere due theme che si chiamano `italian` e `pirate` e due lingue `it_IT` e `pi_PI` (per sapere come si crea una nuova lingua, cercate in rete, troverete molto materiale), e avrete il vostro tema selezionabile.

Russi e tecnica aerospaziale

Cito spudoratamente, la fonte è citata alla fine.

L’ingegno russo (quello vero)
Se però volete un esempio autentico di come i russi abbiano acquisito la fama di artisti della semplicità aerospaziale, ve lo offro volentieri (sono un appassionato del settore).
Le capsule spaziali statunitensi hanno sempre avuto una forma conica, con lo scudo termico sul fondo del cono. Questo richiede però che la capsula assuma un assetto ben preciso al momento di rientrare nell’atmosfera, con il fondo in avanti: qualsiasi altro assetto incenerirebbe il veicolo.
Di conseguenza, gli americani hanno dovuto adottare un complesso sistema di manovra e di orientamento basato su piccoli motori a razzo. I russi, più semplicemente, diedero alla Vostok la forma di una sfera e ne concentrarono il peso verso una estremità, in modo che la capsula assumesse spontaneamente l’assetto giusto.

Estratto dal sito di Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net)

Adoro la semplicità, soprattutto quando è anche un’ottima soluzione. L’estratto è da un’articolo che potete trovare quì (e vi consiglio di leggere anche tutto il resto del sito, ottimo servizio antibufala).

http://www.attivissimo.net/antibufala/biro_spaziale/biro_spaziale.htm

Back from Madrid

Il toro onnipresente.

Il toro onnipresente.

Evitando le solite banalità, è interessante, per mangiare se sei turista cercano di spellarti vivo, come in tutte le città turistiche. La vita notturna non sembra all’altezza di quello che dicono lo guide, ma forse eravamo noi un po’ sottotono. Grande rispetto all’inventore del “Museo del Jamon”, ovvero una serie di bar/ristoranti/macellerie all-in-one dove puoi berti una birra (Caña, 1€) e un Croissant Mixto (croissant meno dolce dei nostri, aperto a mo di panino con dentro prosciutto crudo e formaggio, 1€), puoi comprare un’intero salame, o fartelo mettere nel panino, basta chiedere un bocadillo con salchichón. La città di notte è molto sicura, l’areoporto è immenso, la metro è forse un po’ poco curata.

Come cultura, io non aprezzo più di tanto, però ho abusato del bagno di un museo importantissimo. Altro da dire… non mi sovviene. Ah si… non sanno fare il Cuba Libre, o almeno, dove l’ho chiesto mi hanno detto “ah si… con vodka?” e sono rimasto interdetto. Esperienza positiva, decisamente.

Hola!

[OT] Ipnorospo

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