Facebook Mail?

No, molto probabilmente è solo un indizio che non porta a nulla, ma l’URL della posta in arrivo (interna) su Facebook è:

http://www.facebook.com/inbox/?folder=[fb]messages

Quella tag [fb] potrebbe essere precorritrice di una possibile integrazione di qualche altro tipo di mail nel social network. Magari mail @facebook.com, oppure client POP/IMAP per usare Gmail/altre caselle nel sito. Oppure, molto più probabilmente, non significa nulla.

Navigare fra le “Tab” di Firefox con il multitouch

Non è una cosa difficile, si usa il gesto “twirl” ovvero la rotazione, per passare da una tab a quella precedente o successiva. Aprite firefox (3.5) e digitate nella barra degli indirizzi “about:config”. Seguite la trafila di rito dove Mozilla vi dice di stare attenti, bla bla, e scrivete “gesture” nel filtro.

Ora impostate così queste voci:

browser.gesture.twist.left = Browser:PrevTab
browser.gesture.twist.right = Browser:NextTab

Godetevi la nuova funzione.

Nuove antenne e nuovi orizzonti

Tran Max UVS-300

Tran Max UVS-300

Eccola qui, l’antenna che ho appena acquistato. Non l’ho ancora montata perchè sono in fase di studio del suo sostegno. Comunque le caratteristiche tecniche sono, sinteticamente: 5,2 m di altezza, 8.3 dB di guadagno sui 2 metri, e 11.7 dB sui 70 centimetri. Potenza massima 200 W.

Adesso vedrò di alzarla il più presto possibile, la discesa vorrei farla con un Aircell 7, o un RG-213. E poi si vedrà.

Oltre all’antennaggio, sono passato al lato oscuro dell’informatica. OSX. Che è ottimo, pochissime lacune, invece molte cose funzionali, come il multitouch che all’inizio sembra un effetto inutile per sbalordire, e invece è utile soprattutto se accoppiato a MultiClutch al quale ho assegnato solo “Swipe Down” (ovvero 3 tocchi che scorrono verso il basso) a   ?+H, ovvero “Hide/Nascondi”.

Per il momento sono a corto di programmi HAM per OSX, alcuni li sto provando, ma appena avrò un setup decente, scriverò le mie scelte.

Adesso che è finita la lunga pausa estiva, riprenderò a scrivere qualcosa di tanto in tanto su questo blog, come facevo prima dell’estate. L’idea è sempre quella di arrivare ad una certa regolarità… ma la vedo dura.

Concludo con l’informazione che sto provando Arch Linux, con KDE4 sul mio Desktop, e dopo un inizio non esaltante le cose stanno andando meglio. Il vecchio portatile verrà presto convertito in un serverino casalingo (Samba shares, condivisione stampante, backup).

Alla prossima!

Nokia Energy Profiler

Siccome sono tecnicamente in ferie, e non scrivo molto soprattutto perchè non ho niente di nuovo e “cool” da scrivere, prenzo la palla al balzo per segnalarvi questo programma per telefoni Nokia:

Nokia Energy Profiler

Si impara ad usare in poco tempo, e così potrete vedere consumi, forza del segnale GSM e Wi-Fi, e altre cose che magari possono interessarvi…

Schede audio integrate…

… non sono proprio eccezionali se dovete lavorare i modi digitali. Ecco uno il “waterfall” della mia scheda integrata senza alcun ingresso.

Ingresso flottante, da 0 a 3.9 kHz

Ingresso flottante, da 0 a 3.9 kHz

Fino a 750 Hz notevoli i disturbi, o meglio, le interferenze rilevate. Dopo questa frequenza già meglio, però qualcosa anche a 1kHz si vede. Notevole la riga a 3.1 kHz circa. Molto notevole. L’immagine l’ho stampata da “fldigi” mettendo la sensibilità al massimo. Ovviamente queste righe non sono così forti in confronto ai segnali “veri” che dovremo analizzare. Però non danno tutta questa sicurezza. Ora vediamo con un cavo jack-jack 2.5mm lungo circa 1 metro, lasciato flottante (non è schermato, è un cavo economicissimo) cosa riusciamo a rilevare, che sostanzialmente è anche cosa non vorremmo rilevare.

Ingresso con cavo jack jack economico flottante, da 0 a 2.9 kHz

Ingresso con cavo jack jack economico flottante, da 0 a 2.9 kHz

E in questo caso, chi più ne ha, più ne metta, farei prima ad elencare gli intervalli “liberi” che quelli “occupati”. Insomma il cavetto raccoglie un sacco di immondizia radiata da chissà cosa (computer, monitor, periferiche, etc…). Fatto questo piccolo test, credo che mi metterò alla ricerca di una buona scheda audio USB, da tenere il più vicino possibile all’RTX, e di buon cavettame schermato.

Salvare i video da qualsiasi player flash

So che per i siti più popolari esistono delle comode estensioni, come Easy YouTube Video Downloader, ma di tanto in tanto ci si ritrova a voler salvare un video da un player personalizzato di qualche sito web. Ora vi spiego un modo semplice ed efficace per salvare tutti questi video.

Innanzitutto aprite la pagina col video, mettete il video in pausa, e lasciatelo caricare completamente. Quando il caricamente è finito (ricordatevi di lasciare aperto il browser su quella pagina), dobbiamo solo cercare sul nostro hard-disk dov’è il file che lo contiene. Su linux, o per lo meno sulla mia linuxbox, i flash video (e i flash in genere) vengono stipati nella directory /tmp/, quindi io faccio così:

ls -alh /tmp/Flash*

Verrà stampata a video una lista di file dal nome Flash?????? (dove al posto dei punti di domanda c’è un misto di numeri e lettere), ora con un player video (io uso mplayer) provate a visionare questi file, se il vostro sistema è abbastanza in ordine ce ne saranno pochi, e probabilmente il più grande in dimensioni sarà proprio il video che volete salvare. Alcuni potrebbero essere vecchi video che per qualche crash o altro motivo non sono stati eliminati alla chiusura del browser, visionateli ed eliminateli se non volete salvarli. Quelli che vi interessano li copierete dandogli un nome indicativo e con l’estenzione .flv e il gioco è fatto.

Per gli utenti windows il metodo è lo stesso, però i file vengono salvati in una directory nascosta che ora non ricordo, comunque basta fare una piccola ricerca all’interno delle directory come “dati applicazioni” e simili (tipo le varie “temp” e affini) e scoprirete velocemente dove vengono salvati i video.

Buon salvataggio.

Hack-Game Italiano: Where is Bug

Vi consiglio, anzi ri-consiglio perchè l’avevo consigliato anche nel vecchio blog, un hack game, insomma un gioco d’astuzia e abilità informatica (del tutto legale) che è uno dei più belli nei quali io mi sia cimentato (il più bello in lingua italiana che io conosca).

Per giocare basta andare a questo indirizzo: http://wib.geekplace.org/

Nella classifica dei finalisti sono secondo solo al creatore del gioco, il che vuol solo dire che sono stato il primo a risolverlo, niente più. Se vi interessa la sfida, buona fortuna.

WordPress theme ugly hack

Siccome questo sito non è l’unico in cui ho le mani in pasta, mi hanno chiesto di realizzare una piccola specie di “easter egg” per un’altro sito basato su WordPress. Sostanzialmente cliccando un link nascosto nella pagina, si cambia il theme (solo per l’utente che ha cliccato) e anche la lingua (di modo da poter fare una traduzione più simpatica). Non avendo io le conoscenze e il tempo necessario per fare un plugin e/o un beautiful hack, mi sono messo al lavoro per una delle mie solite modifiche sporche e inconsistenti. Però funzionanti.

Come prima cosa, ho creato un file dal nome custom.php dove ho messo queste righe:

<?php

$expire=time()+60*60*24;

if (isset($_GET['go_pirate'])) {
setcookie(“lang”, “pi_PI”, $expire);
setcookie(“theme”, “pirate”, $expire);
}

if (isset($_GET['go_italian'])) {
setcookie(“lang”, “it_IT”, $expire);
setcookie(“theme”, “italian”, $expire);
}

header(“location: http://…”);

?>

Questo file verrà richiamato dal browser come custom.php?go_pirate o custom.php?go_italian e imposterà dei cookies con scadenza fissata in 24 ore. Al termine dell’esecuzione con un apposito header istruisce il browser per andare automaticamente ad un altro indirizzo ( http://… va sostituito con l’indirizzo dell’homepage [o qualsiasi altra pagina] del sito in questione).

Ora che abbiamo il file che imposta i cookies (un’altra possibilità sarebbe salvare nella sessione, $_SESSION ) non ci serve altro che un link nascosto nei due theme, che come ormai avrete capito sono uno in italiano e l’altro in piratese (ecco spiegato anche il cambio di lingua), nel tema italiano il link dev’essere a `custom.php?go_pirate` mentre in quello pirata a `custom.php?go_italian`. Il file custom.php dev’essere raggiungibile, quindi attenzione a come lo richiamate se state usando l’url rewriting.

Ora due modifichine ai seguenti file, prima wp-config.php, nella cartella principale di wordpress, circa alla linea 70, dovete sostituire la linea contenente `define (‘WPLANG’, ‘it_IT’);` con:

$wp_tmp_lang = $_COOKIE["lang"];

if ($wp_tmp_lang == ‘it_IT’ || $wp_tmp_lang == ‘pi_PI’) {define (‘WPLANG’, $wp_tmp_lang);}
else { define (‘WPLANG’, ‘it_IT’);} /* <<– Default language –>> */

Poi nella sottodirectory wp-includes il file functions.php, dovete modificare la funzione `get_option` nel mio file alla linea 321, e all’inizio della funzione dovete inserire queste righe:

if ( in_array($setting, array(‘current_theme’,'template’,'stylesheet’) ) ) {
$wp_tmp_theme = $_COOKIE["theme"];

if ($wp_tmp_theme == ‘italian’ || $wp_tmp_theme == ‘pirate’) {return $wp_tmp_theme;}
}

io l’ho inserita subito dopo la dichiarazione della variabile `global $wpdb;`

Ecco fatto, ora dovete solo avere due theme che si chiamano `italian` e `pirate` e due lingue `it_IT` e `pi_PI` (per sapere come si crea una nuova lingua, cercate in rete, troverete molto materiale), e avrete il vostro tema selezionabile.

Russi e tecnica aerospaziale

Cito spudoratamente, la fonte è citata alla fine.

L’ingegno russo (quello vero)
Se però volete un esempio autentico di come i russi abbiano acquisito la fama di artisti della semplicità aerospaziale, ve lo offro volentieri (sono un appassionato del settore).
Le capsule spaziali statunitensi hanno sempre avuto una forma conica, con lo scudo termico sul fondo del cono. Questo richiede però che la capsula assuma un assetto ben preciso al momento di rientrare nell’atmosfera, con il fondo in avanti: qualsiasi altro assetto incenerirebbe il veicolo.
Di conseguenza, gli americani hanno dovuto adottare un complesso sistema di manovra e di orientamento basato su piccoli motori a razzo. I russi, più semplicemente, diedero alla Vostok la forma di una sfera e ne concentrarono il peso verso una estremità, in modo che la capsula assumesse spontaneamente l’assetto giusto.

Estratto dal sito di Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net)

Adoro la semplicità, soprattutto quando è anche un’ottima soluzione. L’estratto è da un’articolo che potete trovare quì (e vi consiglio di leggere anche tutto il resto del sito, ottimo servizio antibufala).

http://www.attivissimo.net/antibufala/biro_spaziale/biro_spaziale.htm

MPlayer inserito in Slackware.

Ho appena lanciato il mio periodico (mensile?) aggiornamento del tree di slackware-current, che tengo sul desktop in caso abbia bisogno di installazioni d’emergenza (creo la iso con l’ultima -current e sono pronto a dar battaglia a qualsiasi hard disk). Ecco dicevo, lanciato rsync mi sono accorto che dentro la Slack finalmente c’è MPlayer, che io fino ad ora ho pazientemente ricompilato ogni volta che installavo.

Sono curioso di vedere se e qualche codecpack viene distribuito.